{"id":266,"date":"2025-11-12T09:25:53","date_gmt":"2025-11-12T09:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/newglobaleconomy.org\/?p=266"},"modified":"2025-11-12T09:25:54","modified_gmt":"2025-11-12T09:25:54","slug":"la-cina-spiazza-loccidente-verso-il-controllo-statale-dei-settori-strategici-delleconomia-globale-non-solo-terre-rare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/newglobaleconomy.org\/it\/la-cina-spiazza-loccidente-verso-il-controllo-statale-dei-settori-strategici-delleconomia-globale-non-solo-terre-rare\/","title":{"rendered":"La Cina spiazza l\u2019Occidente, verso il controllo statale dei settori strategici dell\u2019economia globale: non solo terre rare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quando nel 2018 l\u2019amministrazione Trump diede avvio alla cosiddetta \u201cguerra dei dazi\u201d contro la Cina, l\u2019obiettivo era semplice: colpire l\u2019export cinese, ridurre il deficit commerciale e riportare la manifattura negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Pechino non rispose con una guerra di tariffe: rispose con una <strong>riforma strutturale<\/strong> della propria economia, trasformando i settori industriali pi\u00f9 vulnerabili in <strong>bastioni di potere statale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre Washington puntava sul breve termine \u2013 dazi e restrizioni \u2013 la Cina rispose con una strategia di lungo periodo: <strong>riconvertire il proprio modello industriale<\/strong> in un sistema integrato di grandi gruppi pubblici capaci di assorbire gli shock esterni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questa chiave che la \u201csconfitta silenziosa\u201d dei dazi va letta oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di fondo \u00e8 semplice ma radicale: rendere i settori esposti ai dazi americani <strong>non pi\u00f9 frammenti di mercato<\/strong>, ma <strong>pilastri coordinati dallo Stato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso pi\u00f9 emblematico \u00e8 quello delle terre rare, un insieme di 17 elementi chimici indispensabili per l\u2019elettronica, i veicoli elettrici, le turbine eoliche e l\u2019industria della difesa. Nel dicembre 2021, il governo ha annunciato la nascita della <strong>China Rare Earth Group Co.<\/strong>, Ltd., un colosso pubblico creato dalla <strong>fusione di tre imprese statali<\/strong> gi\u00e0 operanti nel comparto: China Minmetals Rare Earth Co., Chinalco Rare Earth &#038; Metals Co. e Ganzhou Rare Earth Group Co.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova entit\u00e0, con sede a Ganzhou (provincia di Jiangxi), oggi controlla circa il 70% della produzione cinese di terre rare pesanti e rappresenta <strong>il perno di una strategia economica e geopolitica di lungo periodo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tre imprese fuse erano gi\u00e0 formalmente statali, ma operavano come entit\u00e0 separate, spesso in competizione tra loro, con assetti azionari ibridi: alcune erano quotate in borsa, altre avevano partecipazioni locali o collaborazioni con imprese private e straniere. Il risultato era una frammentazione produttiva che, secondo Pechino, ostacolava la pianificazione industriale e favoriva fenomeni di dumping interno, contrabbando e perdita di margini tecnologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fusione del 2021 ha eliminato questa frammentazione. Con un unico soggetto controllato dalla SASAC (State-owned Assets Supervision and Administration Commission), il governo ha di fatto <strong>nazionalizzato l\u2019intera filiera delle terre rare<\/strong>, integrando estrazione, raffinazione e commercializzazione sotto una sola regia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>capitale privato \u00e8 stato conseguentemente limitato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima della fusione, il capitale privato \u2013 sia cinese che estero \u2013 partecipava solo in forma indiretta. Le imprese pubbliche, come China Minmetals Rare Earth, erano quotate alla Borsa di Shenzhen: lo Stato deteneva il 60\u201370% delle azioni, mentre il restante 30\u201340% era distribuito tra investitori privati, fondi e banche. Si trattava del modello definito \u201cmixed ownership\u201d (propriet\u00e0 mista), introdotto in Cina con la riforma del 2013\u20132015 per attrarre capitali privati senza cedere il controllo strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli investitori potevano partecipare ai dividendi o speculare sui titoli, ma non avevano voce nelle decisioni aziendali. Il potere restava saldamente nelle mani del management pubblico e, in ultima istanza, del Partito Comunista Cinese. Come recita un famoso slogan della riforma: \u201cIl capitale privato partecipa, ma lo Stato guida.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le multinazionali<\/strong> non possedevano quote dirette, ma<strong> collaboravano attraverso joint venture operative, accordi di fornitura tecnologica o licenze di estrazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, con l\u2019entrata in vigore della <strong>Foreign Investment Law del 2020<\/strong>, il settore delle terre rare \u00e8 stato classificato come \u201cambito sensibile per la sicurezza nazionale\u201d. Da quel momento, ogni partecipazione estera \u00e8 stata sottoposta a un regime autorizzativo speciale, e in molti casi non pi\u00f9 consentita. <strong>Le partnership con societ\u00e0 straniere<\/strong> (soprattutto giapponesi, statunitensi e australiane) <strong>sono state ridotte<\/strong> a rapporti commerciali subordinati: Pechino controlla l\u2019offerta, mentre i partner stranieri sono semplici acquirenti o licenziatari di tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, non vi \u00e8 stata un\u2019espropriazione formale, ma una <strong>progressiva marginalizzazione del capitale estero<\/strong> fino a renderlo irrilevante nel processo decisionale. Una nazionalizzazione di fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costituzione della China Rare Earth Group Co. non \u00e8 un atto di rottura, bens\u00ec il culmine di un percorso iniziato da oltre un decennio. La Cina ha compreso che il controllo delle terre rare equivale a un vantaggio strategico globale, comparabile al controllo delle fonti energetiche nel Novecento. Attraverso una serie di fusioni, riacquisti e restrizioni all\u2019investimento, Pechino ha consolidato un settore interamente pubblico e verticalmente integrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il capitale privato \u2013 interno o estero \u2013 pu\u00f2 partecipare solo in posizione minoritaria e finanziaria, mentre il controllo effettivo e la governance sono totalmente statali. Non si tratta di un\u2019espropriazione, ma di una ri-definizione dei diritti di propriet\u00e0 all\u2019interno di un sistema in cui il mercato \u00e8 subordinato agli obiettivi politici e di sicurezza nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019avvio di una nuova fase del capitalismo cinese e globale<br \/>\n<\/strong>Il caso della China Rare Earth Group \u00e8 emblematico di una nuova fase del capitalismo cinese: non pi\u00f9 orientato alla liberalizzazione, ma alla centralizzazione strategica nei settori ad alto valore tecnologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre gli Stati Uniti promuovono il re-shoring produttivo e l\u2019Europa discute di \u201cautonomia strategica\u201d, la Cina ha gi\u00e0 completato la transizione verso un modello di capitalismo di Stato integrato, in cui la pianificazione industriale, la finanza pubblica e la regolazione degli investimenti si fondono in un unico disegno geopolitico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nascita della China Rare Earth Group Co. non rappresenta quindi un episodio isolato, ma un paradigma: la trasformazione di un settore sensibile da economia mista a economia interamente statale, attraverso strumenti societari, giuridici e finanziari sofisticati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il capitale privato non \u00e8 espulso, ma re-inquadrato<\/strong>; la sovranit\u00e0 economica \u00e8 riaffermata non con espropri, ma con fusioni e concentrazioni. \u00c8 la nazionalizzazione del XXI secolo: silenziosa, efficiente e perfettamente conforme alla logica del capitalismo di Stato cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2020, con l\u2019entrata in vigore della <strong>Foreign Investment Law<\/strong>, la Cina ha dunque segnato una svolta cruciale nella propria politica industriale e di investimento.<br \/>\nFormalmente, la riforma era presentata come un passo verso la <strong>modernizzazione del quadro normativo<\/strong> e la <strong>maggiore tutela degli investitori stranieri<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, dietro l\u2019apparente apertura si cela una <strong>riconfigurazione profonda dei rapporti tra Stato, mercato e capitale privato<\/strong>, volta a riportare sotto controllo pubblico i nodi vitali dell\u2019economia nazionale \u2014 e, di riflesso, dell\u2019economia globale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi cinque anni, Pechino ha progressivamente <strong data-start=\"2168\" data-end=\"2210\">esteso la logica del controllo statale<\/strong> a una serie di <strong data-start=\"2226\" data-end=\"2255\">altri comparti strategici<\/strong>, cruciali per la sicurezza tecnologica e industriale del Paese:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\" data-start=\"2324\" data-end=\"2356\"><strong data-start=\"2324\" data-end=\"2354\">Semiconduttori e microchip: <\/strong><strong>d<\/strong>opo le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di chip avanzati, la Cina ha accelerato la creazione di <strong data-start=\"2470\" data-end=\"2492\">campioni nazionali<\/strong> (come <em data-start=\"2499\" data-end=\"2505\">SMIC<\/em> e <em data-start=\"2508\" data-end=\"2518\">Hua Hong<\/em>), sostenuti da fondi pubblici e da una pianificazione statale diretta. I capitali stranieri sono ammessi solo in partnership di supporto tecnologico, non nella governance.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Energia e transizione verde<\/strong>: i grandi gruppi statali come <em data-start=\"2770\" data-end=\"2803\">State Grid Corporation of China<\/em>, <em data-start=\"2805\" data-end=\"2834\">China National Energy Group<\/em> e <em data-start=\"2837\" data-end=\"2846\">Sinopec<\/em> hanno assunto un ruolo dominante anche nelle <strong data-start=\"2892\" data-end=\"2915\">energie rinnovabili<\/strong> e nelle <strong data-start=\"2924\" data-end=\"2962\">tecnologie per batterie e idrogeno<\/strong>, settori formalmente aperti agli investimenti ma di fatto coordinati centralmente;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Telecomunicazioni e infrastrutture digitali: c<\/strong>on la diffusione del 5G e delle reti quantistiche, il governo ha imposto <strong data-start=\"3179\" data-end=\"3215\">standard tecnologici proprietari<\/strong> e una <strong data-start=\"3222\" data-end=\"3254\">supervisione pubblica totale<\/strong> sulle societ\u00e0 di rete. I colossi come <em data-start=\"3300\" data-end=\"3308\">Huawei<\/em> e <em data-start=\"3311\" data-end=\"3316\">ZTE<\/em> operano ormai come <strong data-start=\"3336\" data-end=\"3398\">strumenti industriali della politica tecnologica nazionale<\/strong>, pi\u00f9 che come imprese autonome.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Farmaceutica e biotecnologie<\/strong>: l\u2019esperienza della pandemia ha spinto la Cina a rafforzare la catena di produzione interna di farmaci e vaccini, creando conglomerati pubblici che riducono la dipendenza da fornitori stranieri. Le joint venture estere, un tempo centrali, sono oggi in netta contrazione.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Finanza e piattaforme digitali<\/strong>: Dopo il caso <em data-start=\"3811\" data-end=\"3822\">Ant Group<\/em>, Pechino ha imposto un nuovo paradigma: le piattaforme fintech e i giganti digitali devono <strong data-start=\"3914\" data-end=\"3958\">operare entro limiti dettati dallo Stato<\/strong>. Non si tratta solo di censura o vigilanza finanziaria, ma di <strong data-start=\"4028\" data-end=\"4102\">riconduzione del potere di credito e dei dati sotto sovranit\u00e0 pubblica<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando nel 2018 l\u2019amministrazione Trump diede avvio alla cosiddetta \u201cguerra dei dazi\u201d contro la Cina, l\u2019obiettivo era semplice: colpire l\u2019export cinese, ridurre il deficit commerciale e riportare la manifattura negli Stati Uniti. 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